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Object Storage > 4 - Usare un account Storage > Client di connessione

4.1 Client di connessione

Per poter iniziare ad utilizzare il servizio Object Storage è necessario disporre di:
  • Dati dell'account
    Nome Account - il nome che si è assegnato all'account;
    Password - la password che si è assegnata all'account;
    Region URL - l'indirizzo della Region a cui appartiene l'account (disponibile nella scheda dell'account);

  • Client di connessione
Esistono vari software gratuiti su internet per poter gestire file e cartelle remote. Di seguito alcuni software che supportano il servizio Object Storage di Aruba.
 
Web Client
Incluso nel servizio
webstorage.cloud.it
Permette di gestire file e risorse remote tramite browser senza la necessità di installare software. Una interfaccia semplice e funzionale, semplifica le operazioni di upload dei file e la loro condivisione. Guida all'utilizzo »
Protocollo FTP
Compatibile con tutti i Client FTP per desktop o mobile. Permette la archiviazione di contenuti da device differenti. Guida all'utilizzo »
 
Client S3
CloudBerry Explorer

Licenza: free
www.cloudberrylab.com
Compatibile con Windows permette di gestire file e risorse remote con una interfaccia a due finestre. Include funzionalità di comparazione, backup e sincronizzazione cartelle. Guida all'utilizzo »
Client S3
S3 Browser

Licenza: free
s3browser.com
Compatibile con Windows, permette di gestire agilmente grandi quantità di dati (decine di milioni di file). Guida all'utilizzo »
Client S3
DragonDisk

Licenza: free
www.s3-client.com
Compatibile con Windows, OSX e Linux, permette di gestire file e risorse remote con una interfaccia a due finestre. Include funzionalità di comparazione, backup e sincronizzazione cartelle. Guida all'utilizzo »
 

Backup automatico

Sono inoltre disponibili numerose soluzioni di terze parti, gratuite o a basso costo, per eseguire backup automatizzati sullo spazio Object Storage di Aruba, tra cui software come Iperius Backup (www.iperiusbackup.com).

Bucket

Prima di procedere è importante affrontare il concetto di "bucket". Ogni account Object Storage per poter utilizzare il servizio Object Storage deve come prima cosa creare un contenitore dove storicizzare/memorizzare i file. Il termine tecnico per definire questo contenitore è "bucket". All'interno dello spazio remoto il bucket coincide con la cartella che l'utente deve creare. Il nome della cartella creata andrà a generare l'URL dei file in essa contenuti.

La URL per raggiungere il file caricato all'interno della cartella è così composta:
http://URL Region/bucket/nome file oppure http://bucket.URL Region/nome file
Quindi se avessimo come URL Region il valore "r1-it.storage.cloud.it", come nome della cartella (bucket) "backup" e come file caricato "example.txt" risulterebbe:
http://r1-it.storage.cloud.it/backup/example.txt oppure http://backup.r1-it.storage.cloud.it/example.txt

Esistono alcune regole, da rispettare e da tenere in considerazione, relative alla cartella (bucket) che l'utente andrà a creare nello spazio remoto:
  • il sistema prevede che ogni bucket abbia un nome univoco all'interno della stessa Region;
  • non può essere utilizzato il nome "bucket";
  • deve avere una lunghezza compresa tra 3 e 63 caratteri;
  • nella composizione del nome sono ammesse lettere (minuscole) e numeri; non sono ammessi spazi; non possono essere utilizzati caratteri speciali ad esclusione di . - purché non risultino all'inizio o alla fine del nome e non siano consecutivi;
  • i bucket non possono essere nidificati ma possono essere creati solo nella root dello spazio remoto;
  • è possibile creare sino a 100 bucket per account;